Tecniche specifiche

La metodologia qualitativa (case-based e non variable-based) è uno strumento flessibile di tipo esplorativo-conoscitivo, sia essa intervista in gruppo (clima freddo, assenza dell'interazione, e dello studio dei fenomeni che la articolano) o di gruppo (focus con studio delle dinamiche soggettive ed oggettive con studio delle dinamiche che si creano tra di loro), fa parte della ricerca non standard e quindi difficile da gestire e soggetta all'esperienza del ricercatore; il passaggio della Mix Metodology (Lewis- Columbia University) ha bypassato la non standardizzazione per rispondere in attendibilità, fedeltà, validità e sensibilità del dato raccolto attraverso la somministrazione di questionari quantitativi ad hoc che riportano al dato raccolto nelle interviste ermeneutiche, nell'osservazione e nel brainstorming

Quindi si può dire che il Focus Group ben condotto, ben utilizzato ed analizzato solo da colui/coloro che hanno partecipato a tutte le fasi della ricerca, è importante ed attendibile poichè anticipa il gioco decisionale (Palumbo).

Anche l'analisi condotta con il paradigma (il funzionalismo, il causaulismo, la prospettiva sistemica (Bailey) del doppio conduttore e scala dei valori con lo studio dei comprtamenti non verbali - sono previsti due conduttori, uno dei quali studia e analizza i comportamenti e le dinamiche del gruppo di discussione (Martinotti) dei doppi verbalizzatori portano il margine di errore quasi a zero; infatti il quid di questa ricerca è rappresentato dalla cooproduzione degli osservati e soprattutto dal fatto che lo scostamento eventuale ex post/ex ante dipende da quanto le azioni si sono discostate

La ricerca con tecnica mista deve portare il ricercatore al corpus della ricerca e quindi non si può decidere a priori la numerosità degli intervistati nè la durata dei colloqui (il minimo standard è rappresentato da tre focus group, 2 interviste diadiche e 3 interviste personali singole), inoltre la traccia varia a seconda del target e delle situazioni di aggregazione.

Il primo focus group a campione vasto e misto, serve a testare la validità dell'intervista guida elaborata a tavolino; spesso infatti ciò che viene considerato importante dal ricercatore o dal cliente, non lo è altrettanto per gli intervistati ed è invece il loro punto di vista che va sondato

Negli altri passaggi metodologici si devono poi suddividere gli stimoli; spesso le stesse persone vanno fatte ritornare per esaminare gli stimoli a freddo (infatti un gruppo erudito a priori a proposito dell'argomento risponde in maniera più articolata e profonda perchè si evitano gli errori di interpretazione tipici dell'esposizione a caldo ad uno stimolo).

La scelta del campione viene fatta in base a criteri di omogeneità psico-socio-territoriali.

Il gruppo vatso (10-12 persone) tende a frammentarsi = emergono le caretteristiche del gruppo e della formazione dello stesso (fenomeno di heading edge e follower); il gruppo piccolo permette a fronte di minor materiale emerso, un approfondimento importante dello stesso - la didica, triade spesso si conducono in ambienti molto intimi rispetto alla sala focus (si conducono nelle case, nelle famiglie per sottolineare le reali dinamiche del sogetto decisionale).

La traccia di conduzione deve assumere un percorso costituito da quattro fasi che concorrono a fornire veridicità all'ipotesi proposta, alcune di queste fasi sono direttive e altre non direttive per evidenziare i topics della ricerca (Corrao):

  • articolazione del concetto-prodotto in dimensioni (intelligenza=abilità/capacità -Corbetta-)
  • scelta degli indicatotori (intelligenza=ricchezza del vocabolario, capacità di espressione scritta, fluidità verbale)
  • metodo dei foglietti (lo script aiuta a pensare) e successiva discussione
  • metodo della specularità (una parte del gruppo si specchi nell'altra)
  • forzatura dello scontro verbale - spostamemnto del conflitto (meccanismo che porta all'estrusione del profondo del sé
  • spostamento fisico degli intervistati per creare sempre nuove aggregazioni, magari più o meno energiche o più o meno conflittuali delle precedenti
  • la loro operativizzazione in variabili quali (il colloquio) e quanti (il test e l'auocompilato -Guala-)
  • i test principalmente usati sono quelli con le matrici caso per caso e i sociogrammi (onirici di aggettivizzazione, testuali, antropomorfici, etnografici)
  • i passaggi quantitativi si basano su modelli abbastanza complessi di misurazione del livello di socializzazione tra individui e fra individui e proposte in test (schema Bales-Trentin ad esempio)
  • formazione degli indici (per raggruppare i dati raccolti si strutturano indici di analisi precisi e distinti con verificabilità dell'assunto -Lewis-). Individuazione di tipi che corrispondono alle diverse categorie commerciali -Corbetta-

L'analisi e le sue forme dipendono dagli obiettivi della ricerca come anche dalle ipotesi iniziali - infatti il focus si distingue per composizione e finalità e quindi può avere una semplice funzione strumentale o centrale - può essere costruito ad hoc (con buon controllo delle variabili, circoscritto nei contenuti o naturale nel quale si lavora sui processi di funzionamento e tipologici; comunque passa sempre attraverso due tipologie di approccio:

  • Strettamente qualitativo ed etnografico (Lewis)
  • Sistematico con analisi del contenuto, analisi secondo la teoria dei codicici affettivi
  • con la definizione dei contenuti emersi (issues)
  • con aggiunta di quote
  • il nucleo del report si basa su argomentyi topici
  • evitando di analizzare temi emersi in base alla confusione dei ruoli, la fuga nella virtù, la provocazione protettiva e la "novità", abbattendo la crosta della plausibilità
  • l'analisi qualitativa non è mai diretta ad ottenere il "quanto" ma la spiegazione del "perchè" e la descrizione di un eventuale come; questa triangolazione va sempre tenuta presente e mai dimenticata

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